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Senza via di scampo ![]() La fuga di Martha (Martha Marcy May Marlene), di Sean Durkin, Usa 2011. Con Elizabeth Olsen (in foto), John Hawkes, Sarah Paulson. Puoi correre lontano dalle città o dai boschi. Ci sono luoghi della mente, però, da cui non puoi scappare. Habemus histroniem ![]() Francis Bacon, Studio del ritratto di papa Innocenzo X di Velasquez, 1953 Di solito dopo aver visto un film interessante, che ci ha colpito, che ci ha tenuti immobili sulla poltrona del cinema, che ci ha fatto dimenticare del tempo che passava, insomma un film che ci è piaciuto tanto, si ha la tendenza a non parlarne, a rimandare i giudizi per poter meglio assaporare le immagini, i suoni, la recitazione, i movimenti di macchina. Si cerca cioè di conservarne il ricordo per un lungo periodo di tempo prima di esprimere il nostro pensiero. Federico Fellini nel suo Roma ci aveva illuso nel mostrarci quello che avevamo creduto il limite irraggiungibile della satira sulla chiesa cattolica. La rappresentazione della sfilata di abiti per il clero non aveva mai prima di allora raggiunto punte così alte. Nanni Moretti supera quel limite e ci costringe a ragionare su un uomo, un uomo solo, eletto papa con il terrore di assumere quel ruolo. Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookLo sguardo e la mano Presentato il 18 aprile 2011 nell'ambito dell'iniziativa Estetica del virtuale, Potenza. reFresh è il viaggio in un passato inesplorato, la discesa nelle falde dell'interiorità nel tentativo di afferrare frammenti d'infanzia e, al contempo, di rivivere e redimere reminiscenze di sentimenti e angosce ancestrali. Ricordo e assenza, linearità e affastellamento di immagini, sinestesie mediali prendono forma attraverso lo sguardo e la mano, in una ricerca che si dilata senza risolversi. Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookTaranto chess je ![]() Taranto questa è Taranto chess je Buzzurro arricchito ![]() In questi giorni si parla e si scrive molto del film di Antonio Albanese, uno dei comici più bravi che il nostro bel paese si vanta di avere e del suo personaggio Cetto La Qualunque, ricalcato sulla figura del presidente del Consiglio italiano. Tango (di esperienze e sentimenti) ![]() Tango, che agli albori della computer art e dei videoclip, nel 1983 ha vinto l'Oscar come miglior cortometraggio animato, se pur in bassa definizione, artigianale e con difetti, è forse il lavoro più riuscito e conosciuto di Zbigniew Rybczyński
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Una palla finisce all'interno di una stanza vuota attraverso una finestra, un ragazzo entra per raccoglierla. Come in un tango le figure si incontrano, si toccano, si sfiorano, interpretano un'azione della loro vita senza mai uscire di scena e ripetono incessantemente la loro parte come trasportate sul carrello di una fotocopiatrice che va su e giù in un movimento paranoico e sincronico. Trentasei personaggi escono ed entrano con un comportamento ripetitivo, si incrociano per occupare lo spazio stretto di un'unica anonima stanza, dal pavimento di legno e dalla carta da parati blu a motivi geometrici, senza mai scontrarsi, come fossero figure bidimensionali, ritagliate, in azione su un set claustrofobico. Zbigniew Rybczyński ha dovuto disegnare e dipingere circa 16.000 mascherini trasparenti e fare diverse centinaia di migliaia di esposizioni su una stampante ottica. Ci sono voluti ben sette mesi, sedici ore al giorno, per realizzarlo. «Il miracolo è che il negativo durante il processo ha subito un danno minimo – ha dichiarato il regista – e ho fatto meno di cento errori matematici su diverse centinaia di migliaia». Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookCinema, fantasma dell'attimo. I 102 anni di Manoel de Oliveira La vita mi ha insegnato tante cose. Una per tutte, che il cinema può essere fatto in tanti modi parlato o muto, spettacolare o sussurrato ma l’essenziale è che nasconda dentro un’emozione e la voglia di raccontare qualcosa a qualcuno. Il momento più bello rimane però quello in cui si spengono le luci e ciò che uno ha cercato di dire viene capito in tanti modi diversi quanti sono gli spettatori davanti allo schermo. Manoel de Oliveira 11 dicembre 2010. Una giornata carica di vento sempre più freddo, una tipica giornata invernale in cui il cielo terso a poco a poco si coprirà di nuvole portatrici di neve, si spera. Una di quelle giornate che spingono a stare in casa e che inducono alla riflessione, alla memoria, ai ricordi più belli, alle emozioni, a ciò che si è amato, ammirato, apprezzato. Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookCapire con il cinema ![]() Capire con il cinema è il titolo di un libro che raccoglie recensioni su 200 film prima e dopo il ‘68 scritte da Goffredo Fofi ed edito nell’aprile del 1977 nella collana Universale Economica Feltrinelli. Si è preso a prestito questo titolo perché è parso il più indicato per tentare di capire l’evoluzione delle manifestazioni studentesche attuali mettendola in rapporto con le situazioni descritte nel film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Ricomincio da 3-D ![]()
È del poeta il fin la meraviglia, Da un po’ di tempo non si parla d’altro. Le nuove, recenti, mirabolanti visioni cinematografiche del 3-D, cioè le proiezioni cinematografiche cosiddette tridimensionali. Si elencano le marche dei proiettori con sigle e numeri incomprensibili, si parla e si scrive, come se fossero oggetti provenienti da altri pianeti, di apparecchi capaci di produrre audio “dolby surround subwoofer” tutti rigorosamente “digitali” (la parola chiave del momento) comprese le lampade da proiezione, anch’esse digitali. Una lampada è una lampada, anche se utilizzata per proiezioni! Lo scopo, come è evidente, è, copiando il poeta, quello di stupire e… di incrementare il proprio tornaconto in momenti di crisi monetaria e intellettuale. Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su Facebook |
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