Gennaro Di Cello, 15 agosto 2011, ore 20:00

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Come si può notare dalla foto, i miei figli dimostrano di apprezzare l'acqua pulita del mare di San Lucido (Cosenza). In questo mese di agosto l'acqua è veramente pulita, come non si vedeva da anni. Mi hanno spiegato che si è in presenza di una buona gestione del depuratore con controlli quotidiani. Inoltre è stata realizzata una condotta sottomarina per lo scarico delle acque bianche a 200 metri dalla riva. Il mare calabrese non è tutto nero! Ci sono isole felici e, come è facile dimostrare, dipende molto dalla gestione dei depuratori.

Per tale ragione trovo ridicolo l'attacco di "Calabria Ora" e del suo vicedirettore a Legambiente, colpevole di aver creato allarmismo sullo stato di salute del mare calabrese. Addirittura si fa riferimento ad una campagna stampa orchestrata a tavolino per screditare la Calabria.
Ecco il solito schema, consacrato negli anni da Berlusconi: ribaltare la verità con una controverità, tanto nel nostro Paese sono saltati i meccanismi di controllo, screditate le fonti, appiattita l'informazione e, quindi, ci si può permettere di dire tutto e il contrario di tutto. Dimenticandosi che nei giorni precedenti il sostituto procuratore di Catanzaro, Carlo Villani ha lanciato un'offensiva senza precedenti contro 11 comuni dell'Ato 2, mettendo sotto accusa sindaci e imprenditori per un'irregolare gestione che va avanti da almeno 4 anni, dal 2007 ad oggi. La stessa campagna ad arte è costruita contro la petizione lanciata da Domenico Nasone (Libera Reggio Calabria) e Claudio La Camera (Museo della 'ndrangheta) con la quale si invita a sottoscrivere l'adesione per salvaguardare il lavoro fatto dalla procura Reggina negli ultimi due anni (firma la petizione). Che sia la giustizia (altri magistrati) a verificare tra Pignatone e Cisterna chi ha responsabilità nell'aver attuato procedure poco chiare o se non vi siano, come si sospetta, rapporti di contiguità con alcune zone grigie ed esponenti della 'ndrangheta, ma si eviti di smantellare il lavoro fatto o di azzerare la procura con la scusa dello scontro interno, enfatizzato da molta stampa nazionale con lo scopo di delegittimare la procura stessa. Film già visto! In Italia come in Calabria. Si tratta - quello messo in campo da Domenico e da Claudio - di un ragionamento di buon senso. Eppure "Calabria Ora", invece di sostenere ciò che sembra logico, cioè di sostenere la procura contro un attacco frontale sferrato da alcuni media nazionali, interessati ad ascoltare e a dare eco ad alcune sirene, offre spazio e visibilità all'avvocato Aurelio Chizzoniti e alla sua "tecnica dissuasiva" con il solo scopo di delegittimare la petizione lanciata da Libera e dal Museo della 'ndrangheta. Per fortuna se n'è accorto "Il Quotidiano della Calabria" e proprio oggi due articoli in prima pagina, a firma di Matteo Cosenza ('ndrangheta e zona grigia. Dalla parte di chi le combatte) e Fulvio Librandi (Non disperdiamo il tesoro raccolto), provano a riequilibrare le forze in campo e ad orientare i lettori verso lidi più coerenti e sensati.

Cosa dire ancora della gestione dei rifiuti, della discarica di Alli che da ieri è inattiva e di quella di Pianopoli prossima al livello di saturazione, con i 3/4 dei rifiuti calabresi che quotidianamente vi si conferiscono?
Cosa dire di Veolia Environnement che ha trovato un accordo con la Regione Calabria con il quale si impegna a devolvere 3,5 milioni di euro in sponsorizzazioni per l'associazionismo sportivo calabrese? Perché l'associazionismo sportivo e che tipo di associazionismo sportivo? Esistono associazioni virtuose in questo settore? E perché non devolvere questi soldi per non far pagare il ticket sulla sanità ai più poveri? O ancora perché non sostenere le associazioni di volontariato o le cooperative sociali sulla base di un bando pubblico? Come mai, tra l'altro (curiosa coincidenza?), nel bando sulle borse lavoro della Regione Calabria di qualche mese fa, attualmente sospeso, si dava la possibilità agli imprenditori calabresi di erogare 1.000 euro per ogni nuovo assunto (Ula) a delle associazioni sportive riconosciute dal Coni?
Domande, semplici domande per tentare di capire quali logiche sottostanno a quelle che sembrano semplici e innocenti scelte politiche.

Finisco la mia riflessione vacanziera con i viaggi della speranza. L'emergenza migranti è al colmo. Ieri come Arci abbiamo denunciato la situazione di degrado cui sono costretti i trattenuti a Lampedusa e nei vari centri distribuiti sul territorio nazionale: dalle condizioni igieniche, alla mancanza di vestiario adeguato; dai ritardi nell'assistenza sanitaria all'inadeguata accoglienza offerta ai minori spesso abbandonati a se stessi; dalla scarsa e cattiva qualità del cibo alle difficoltà a entrare in contatto coi legali che dovrebbero assisterli. La nostra denuncia è stata ripresa oggi dalla redazione de "Il Fatto Quotidiano".
In Calabria non si sta meglio. Qualche giorno fa Filippo Sestito dell'Arci Crotone insieme alle associazioni antirazziste ha organizzato un sit-in davanti al Cara di Sant'Anna di Isola di Capo Rizzuto, il più grande d'Europa, gestito da Misericordia. Una presenza giusta per protestare contro le politiche xenofobe e securitarie del Ministro Maroni e del Governo Berlusconi e per esprimere vicinanza e solidarietà ai migranti e richiedenti asilo presenti all'interno del campo, anche alla luce della rivolta nel centro di accoglienza di Crotone di pochi giorni fa.
Contemporaneamente al sit-in era prevista la visita dell'On. Doris Lo Moro del Pd nel centro di accoglienza per verificare la situazione del campo dopo la rivolta, accompagnata da un medico e da un esponente dei movimenti antirazzisti. Ma con stupore degli astanti la Prefettura ha chiesto alla parlamentare di rinviare l'ispezione ad altra data per motivi di ordine pubblico. Se così sono andati i fatti significa che al Cara di Crotone sono state sospese le garanzie democratiche e costituzionali. Si tratterebbe di un fatto di una gravità inaudita. Ne chiederemo conto alla prefettura e in presenza di responsabilità denunceremo i fatti a chi di competenza.

Ma intanto prosegue la campagna acquisti della Protezione Civile Calabria. Figlia di una Protezione Civile Nazionale, la cui gestione scellerata è sotto gli occhi di tutti (basti pensare a cosa hanno fatto a L'Aquila con la scusa dell'emergenza), a livello locale gestisce l'emergenza dei migranti scavalcando irresponsabilmente enti locali e terzo settore. In maniera discrezionale si decide chi ha i requisiti per gestire i progetti di accoglienza. Si badi bene: non progetti di micro-accoglienza (10-20 immigrati per territorio) secondo un modello sostenibile, integrato, solidale ma mega-progetti da 100-150 migranti.
Con queste cifre si sollecitano gli appetiti pantagruelici dei cosiddetti "prenditori". Rette giornaliere da 40-50 euro per ogni migrante, agiscono come i rinforzi di Pavlov. Speculatori sociali, affaristi del sociale creano ad hoc cooperative o utilizzano strumentalmente soggetti non-profit per realizzate profitti sulla pelle dei disperati del mondo. Ex strutture alberghiere, magari realizzate negli anni con gli incentivi della 488 o con fondi europei, si riconvertono in centri di accoglienza. Si sostituisce l'utenza dei turisti "che non ci sono" con l'utenza dei turisti/migranti del terzo mondo o in fuga dalle guerre dell'area del mediterraneo. Riconversione a costo zero, o quasi, con introiti di circa due milioni e settecentomila euro l'anno, fin quando dura l'emergenza.
E dire che si poteva risolvere tutto in maniera ordinaria: 5 migranti distribuiti nei 400 comuni calabresi o 10 migranti accolti da 200 comuni calabresi o al massimo 20 migranti accolti da 100 comuni virtuosi. In quest'ultimo caso circa 300.000 euro avrebbero permesso ad ogni comune, tramite il coinvolgimento del terzo settore calabrese, di coinvolgere 5-6 risorse umane (assistenti sociali, psicologi, operatori socio-assistenziali, educatori) del territorio, evitando azioni speculative che non risolvono il problema ma che rischiano di creare disordini, di inasprire la convivenza, di generare sentimenti xenofobi, di creare esclusione sociale e rabbia nei cittadini.

Evito di entrare nel merito del Magna Graecia Teatro Festival e della nomina a direttore artistico di Giorgio Albertazzi. Non dirò nulla del costo esorbitante della produzione di un banale reading (non perché i reading siano banali) costato la modica cifra di 150 mila euro. Si chiama "preterizione" tale figura retorica, vero?

Tra qualche ora è il 15 agosto. Ognuno si goda il periodo di vacanza, sicuramente meritato. Ma subito dopo ci aspetta un periodo di scelte, di responsabilità politica e sociale. Un inverno rigido e difficile.
Ieri ho letto questa frase di Bertold Brecht: "Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere". È attuale e pertinente, ma come chiosa finale, più in linea con i tempi da finanza impazzita e fallimenti statali, ritengo utile richiamare la citazione di un grande statista, pregna di senso dello stato e molto più lucida della somma di tutti i pensieri e delle possibili ricette che l'attuale Governo e Parlamento italiani siano in grado di esprimere:

Chi cerca rimedi economici a problemi economici è su una falsa strada; la quale non può che condurre se non al precipizio. Il problema economico è l'aspetto e la conseguenza di un più ampio problema spirituale e morale.
Luigi Einaudi

Buon ferragosto. Ritorno al mare limpido e pulito di San Lucido... e al sorriso dei miei figli.

Gennaro Di Cello, presidente Arci Calabria e Inrete, cooperativa sociale che si occupa di progetti di inclusione sociale, progettazione grafica e management culturale.

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