Giancarlo Riviezzi, 25 settembre 2011, ore 00:00

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Kurt Cobain, autoritratto.

A volte è solo questione di descrizione. Provi a descrivere quello che pensi, quello che sei, con gli strumenti che hai, con il linguaggio che ti appartiene, nel modo più sincero possibile. Ogni tanto ti riesce.
Sicuramente riuscì a quei tre che, senza saperlo, si caricarono addosso il peso di un'intera generazione e, con il linguaggio più diretto e universale per i ragazzi, la musica rock, lo riversarono su un album dal titolo Nevermind. Il disco uscì il 24 settembre 1991. Esattamente vent'anni fa.

Lo avevi consumato all'epoca, mandato a memoria. A riascoltarlo oggi, ricordi esattamente com'eri, di che sogni morivi, di quella sensazione di vuoto su cui galleggiavi ma che ti forniva la dose di rabbia necessaria per voler cambiare le cose o, banalmente, per andare avanti.

L'ho trovato difficile, era difficile da trovare
be', ad ogni modo, non importa.
(Smells like teen spirit)

A riascoltarlo, ti è anche chiaro che non ha senso continuare a scrivere. Capisci che è opportuno abortire le intenzioni iniziali dell'articolo perché non riesci, tu, a parlare di quello che vorresti. Potresti deviare sugli aneddoti che accompagnano alcuni pezzi, sul contributo dei vari membri della band o peggio svelare la somiglianza di arpeggi e riff a canzoni del passato, irrobustire il discorso tecnico con la produzione levigata del suono, citare numeri, concerti, implicazioni, casualità. Un modo furbo per scappare da quello che ti sei ripromesso: parlare un po' di te, di com'eri e di come avresti voluto essere e di come invece sei; della rivoluzione che è rimasta nel cassetto.

Devo trovare un modo per trovare una via, quando sarà il momentodevo trovare una via, una via miglioreavrei fatto meglio ad aspettare.(Territiorial pissing)

Sai soltanto che hai perso il filo di quello che sei diventato, e perché. Che in vent'anni il mondo non è poi così cambiato, ma sei cambiato tu. Che senza quel disco saresti una persona peggiore. E che non dovrebbe essere necessario uno stupido anniversario per ricordarti cos'è davvero importante.

Come difesa sono neutro e castrato
cosa diavolo sto cercando di dire?
(On a plain)

È questione di descrizione. Provi a descrivere quello che pensi, quello che sei, con gli strumenti che hai, con il linguaggio che ti appartiene, nel modo più sincero possibile. Qualche volta ti riesce, tante altre no.

 

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Primi appunti per Smells like teen spirit, la canzone che avrebbe aperto Nevermind e sarebbe diventata un inno generazionale.
Kurt Cobain, Diari, Mondadori, Milano 2002.

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