Mauro Bubbico, 16 febbraio 2012, ore 17:00

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Louise Fili e Lise Apatoff, Italianissimo, the quintessential guide to what italians do best, Little Bookroom, 2008.

Italianissimo è un libro di notizie e consigli utili al turista reale o immaginario per conoscere la cultura, le tradizioni, le virtù e gli stereotipi italiani (a cominciare dal rimando di copertina, il cappuccino), ricco di schemi, illustrazioni e fotografie d'epoca. È edito da Little Bookroom; il design è curato da Jessica Hirsche.

Il Belpaese viene presentato attraverso una cinquantina di mini-saggi sulla sua nobile cultura: le grandi idee, il cibo e la cucina, la moda, il cinema... Un mix eclettico della cultura esportata insieme ai prodotti e all'ottimo cibo con concetti che incarnano l'essenza dell'Italia. Questa guida personale riporta una ricchezza di informazioni sulle icone italiane: la gestualità espressiva delle mani, i santi patroni e gli ex voto, la cura dei figli (della serie: ogni scarrafone è bello a mamma sua), la pasta, il parmigiano, la pizza, le carte di agrumi, la Fiat 500, la Vespa, la Ferrari, la moda, il cinema neorealista, i titoli nobiliari, le gondole.
Italianissimo
fornisce inoltre informazioni utili e indispensabili per il viaggiatore più esigente: decifrare le peculiarità della lingua (mentre l'inglese ha una sola parola per "voi", in italiano ce ne sono tre), la città migliore in cui trovare l'aceto balsamico (Modena, naturalmente), il miglior gelato (in Sicilia, che per prima lo ha inventato con la neve dell'Etna), oltre la lirica e la poesia. Ci sono anche raccomandazioni per musei e destinazioni varie (il museo Bodoni, il parco di Collodi, i bar leggendari della Dolce vita).
Ci dispiace per l'assenza del pane di Matera. Grazie, però, per averci risparmiato la mafia, la camorra e Berlusconi.
Insomma, storia, folklore, superstizioni, tradizioni e costumi sono presentati in una deliziosa salsa da un punto di vista strettamente americano, riassunto dall'editore nella chiosa finale dedicata a turisti curiosi: perché gli italiani non sanno formare la coda (contrasta il senso di libertà) e piuttosto per salire sul treno si arrampicano dal finestrino; perché i bambini portano braccialetti di perline di corallo (di memoria beatinik); perché il numero sfortunato d'Italia non è il tredici (da fare 13 al totocalcio); perché con l'avvicinarsi del capodanno nelle vetrine dei negozi si vede la biancheria intima rossa.

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