Mauro Bubbico, 14 settembre 2012, ore 17:00

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JD 'Okai Ojeikere cresce nelle zone rurali del sud ovest della Nigeria in un villaggio in cui la fotografia è un lusso esotico. Nel 1950 compra una modesta fotocamera Brownie model D e apprende i primi rudimenti di fotografia da un vicino di casa. Più tardi inizia a cercare lavoro presso il Ministero delle Informazioni a Ibadan per essere impiegato nel reparto di fotografia. La sua perseveranza lo porta a ottenere un posto come assistente di camera oscura.

Con la fine del dominio coloniale della Nigeria (1960), diventa fotografo di scena per la Television Casa Ibadan, la prima emittente televisiva africana. In seguito si trasferisce a Lagos per lavorare nel campo della pubblicità.
Alla fine degli anni 60 avvia un personale progetto di ricerca dedicato alla cultura nigeriana. Ogni giorno, per strada, negli uffici, alle feste, in studio, fotografa i suoi soggetti in modo sistematico, come veri oggetti di uso quotidiano, teste di persone riprese dalla nuca, di profilo e a volte anche dall’alto per svelare l’aspetto scultoreo delle acconciature.
Il progetto, unico nel suo genere, è costituito prevalentemente da fotografie di acconciature di capelli, considerate da Ojeikere come una vera forma d’arte. Questo fondo fotografico è ora composto da migliaia di immagini ed è considerato un tesoro antropologico ed etnografico riguardante l’identità nazionale nigeriana.

Ojeikere, con uno sguardo post-coloniale, ha contribuito alla costruzione dell’identità nigeriana rappresentata attraverso la moda, lo stile e il gusto dell'epoca, ha indagato il comportamento delle persone e le relazioni sociali documentando i cambiamenti culturali verificatisi nel tempo.

 

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