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Peppe Lomonaco, 02 novembre 2010, ore 13:00

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Terroni.
Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero “meridionali”
Piemme, pagg. 306 - € 17,50

Di cosa si parla quando si parla del Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia? E l’Italia è una nazione unita? O è un paese irrimediabilmente in frantumi? Che speranza c’è di vedere una nazione solidale tra tutte le sue componenti? O bisogna rassegnarsi ai politici con la faccia dei Calderoli, dei Tremonti, dei Bossi, dei Brunetta e dei Bondi; o di quelli dalla faccia rifatta?

Il testo sotto riportato è quello delle prime due pagine di Terroni di Pino Aprile.
Un libro da leggere ad ogni costo. Un libro illuminante sul nostro recente passato. Un libro ben scritto, scorrevole. Un libro che conduce per mano il lettore attraverso i centocinquant’anni dell’Italia. Un solo difetto: non accenna all’assenza degli attributi dei politici meridionali che negli ultimi sessant’anni hanno fatto da puntello ai governi senza battere ciglio (forse in cambio di un piatto di lenticchie). Ma forse Pino Aprile affronterà questo aspetto in un altro dei suoi libri. A tutti buona lettura.

Io non sapevo che i piemontesi fecero del Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni. E cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni “anti-terrorismo”, come i marines in Iraq.
Non sapevo che nelle rappresaglie si concedessero libertà di stupro sulle donne meridionali, come nei Balcani durante il conflitto etnico; o come i marocchini delle truppe francesi, in Ciociaria, nell’invasione, da Sud, per redimere l’Italia dal fascismo (ogni volta che viene liberato il Mezzogiorno ci rimette qualcosa).
Ignoravo che, in nome dell’Unità nazionale, i fratelli d’Italia ebbero pure diritto di saccheggio delle città meridionali, come i Lanzichenecchi a Roma. E che praticarono la tortura, come i marines ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria, Pinochet in Cile.
Non sapevo che in Parlamento, a Torino, un deputato ex garibaldino paragonò la ferocia e le stragi piemontesi al Sud a quelle di “Tamerlano, Gengis Khan e Attila”. Un altro preferì tacere “rivelazioni di cui l’Europa potrebbe inorridire”. E Garibaldi parlò di “cose da cloaca”.
Né che si incarcerarono i meridionali senza accusa, senza processo e senza condanna, come è accaduto con gl’islamici a Guantànamo. Lì qualche centinaio, terroristi per definizione, perché musulmani; da noi centinaia di migliaia, briganti per definizione, perché meridionali. E, se bambini, briganti precoci; se donne, brigantesse o mogli, figlie, di briganti; o consanguinei di briganti (sino al terzo grado di parentela); o persino solo paesani o sospetti tali. Tutto a norma di legge, si capisce, come in Sudafrica, con l’apartheid.
Io credevo che i briganti fossero proprio briganti, non anche ex soldati borbonici e patrioti alla guerriglia per difendere il proprio paese invaso.
Non sapevo che il paesaggio del Sud divenne come quello del Kosovo, con fucilazioni in massa, fosse comuni, paesi che bruciavano sulle colline e colonne di decine di migliaia di profughi in marcia.
Non volevo credere che i primi campi di concentramento e sterminio in Europa li istituirono gli italiani del Nord, per tormentare e farvi morire gli italiani del Sud, a migliaia, forse decine di migliaia (non si sa, perché li squagliavano nella calce), come nell’Unione Sovietica di Stalin.
Ignoravo che il ministero degli Esteri dell’Italia unita cercò per anni “una landa desolata” fra Patagonia, Borneo e altri sperduti lidi, per deportarvi i meridionali e annientarli lontano da occhi indiscreti. Né sapevo che i fratelli d’Italia arrivati dal Nord svuotarono le ricche banche meridionali, regge, musei, case private (rubando persino le posate), per pagare i debiti del Piemonte e costituire immensi patrimoni privati.
Non sapevo che, a Italia così unificata, imposero una tassa aggiuntiva ai meridionali, per pagare le spese della guerra di conquista del Sud, fatta senza nemmeno dichiararla. Né sapevo che il regno delle Due Sicilie fosse, fino al momento dell’aggressione, uno dei paesi più industrializzati del mondo (terzo, dopo Inghilterra e Francia, prima di essere invaso).
Non potevo immaginare che l’Italia unita facesse pagare più tasse a chi stentava e moriva di malaria nelle caverne dei sassi di Matera, rispetto ai proprietari delle ville sul lago di Como.

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Commenti  

Il libro è ricolmo di un odio e di un rancore anti-settentrionali difficilmente accettabili e giustificabili. I dati sono ingigantiti e manipolati, e non è dato alcuno spazio all'analisi critica dei fatti. Non è un testo storiografico né un libro d'accusa, ma solo un esercizio retorico di polemica tristemente campanilistica, dettata da un evidente complesso d'inferiorità dell'autore, che purtroppo riflette un atteggiamento subalterno molto diffuso tra le classi medie del sud. Onestamente, a me fa paura. Perché c'è solo una cosa più odiosa e ridicola del leghismo: il revanscismo meridionale.
Citazione stefano il 15 Agosto 2011 alle 11:08
Non ho letto il commento del prof. C. Magistro, ma se ho capito bene dagli altri post, pare che Pino Aprile citi dei fatti senza conoscere le fonti. Io ho letto il libro e non mi è sembrato.
Comunque invito i lettori di "Terroni", che vogliono approfondire l'argomento, di leggersi:
1) Il Regno delle Due Sicilie di Gustavo Rinaldi
2) Le Finanze Napoletane e Le Finanze Piemontesi dal 1848 al 1860 di Giacomo Savarese (è un libro di una cinquantina di pagine; per chi vuole sapere cosa è stato rubato al Sud).
3) L'Inghilterra contro il Regno delle Due Sicilie di Erminio De Biase (Il ruolo degli Inglesi e della massoneria)
4) La Storia Proibita
5) Storia delle Due Sicilie di Giacinto De Sivo
Vi assicuro che per chi vuole approfondire l'argomento sono ottimi.
Se il Sud conoscesse a fondo la propria storia forse l'Italia sarebbe più unita.
Nel 1974 frequentavo l'Istituto F.Offidani di Torino, il nostro Preside, prof. di storia, durante un'ora di supplenza ci invitò a parlare del Risorgimento; a un certo punto ci disse:"Credete veramente che 1000 persone, partite dallo scoglio di Quarto e sbarcate a Marsala, liberarono l'Italia?". Da quel giorno caddero tutte le mie convinzioni e quando uscì il libro di Pino Aprile, dissi a mia moglie e alle mie figlie:"Questo libro sarà una bomba". Invito tutti ad approfondire la storia di questo Paese per renderlo più unito e per sentirci finalmente tutti italiani.
MICHELE FATONE
Citazione MICHELE FATONE il 16 Gennaio 2011 alle 18:01
Ho avuto il piacere di leggere questo libro: a me non sembra che l'autore citi senza conoscere le fonti, anche perché spesso scrive di chi sono i punti di vista e a chi far riferimento per ulteriori approfondimenti. Inoltre garantisco che la parte relativa alla resistenza operata dal sergente Romano a Gioia del Colle trattasi di storia vera, nota a tutti i concittadini.
Io credo che il testo sia stato fortemente criticato, perché lesivo nei confronti dei piemontesi: non penso tuttavia che si tratti di classica polemica sterile, anche perché Aprile fornisce un' ipotesi risolutiva che a me non dispiace! L'unica pecca, forse, è che si espone apertamente, dando giudizi che non a tutti potrebbero piacere (specialmente ai settentrionali). Un po' macchinoso l'inizio...pure, ma l'argomento merita! Spero che venga preso in considerazine in occasione dei 150 anni per l'Unità..anche se dubito fortemente!
Teresa Serra
Citazione Teresa il 16 Novembre 2010 alle 18:11
Ho raccolto l’invito di Ciffo a leggere l’intervento del prof. C. Magistro. Ho letto attentamente le parole e le frasi una dopo l’altra. Mi sono imbattuto in giudizi a carico di Pino Aprile molto decisi (sentenze inappellabili): cialtroneria, improvvisazione, superficialità, retorica, malafede…
Verso la fine della lettura della prosa livida (livorosa?) del prof. C. Magistro mi aspettavo l’intervento di un plotone d’esecuzione, in alternativa la richiesta di un intervento del potere giudiziario, delle forze dell’ordine: manette, arresti domiciliari, carcere.
Il prof. C. Magistro accusa l’autore di Terroni:
a) di fare paragoni esagerati tra le stragi dei nazisti con quelle eseguite dall’esercito piemontese;
b) di non citare i paesi cancellati (distrutti) dai piemontesi;
c) di non aver corredato il testo di note a piè di pagina o a fine capitolo;
d) di essere stato direttore di Gente.

Mi permetto di osservare
a) che tra le stragi eseguite dai nazisti e le stragi compiute dai piemontesi non vi è alcuna differenza: sempre stragi sono;
b) i paesi cancellati sono Pontelandolfo e Casalduni, abbondantemente citati e trattati da Pino Aprile per ben 46 pagine;
c) è vero che tutto il libro è privo di note, ma è altrettanto vero che tutto il testo riporta le frasi virgolettate e la citazione dell’opera e dell’autore;
d) il fatto che l’autore sia stato direttore di un settimanale non vedo cosa ci sia da vergognarsi!

Mi viene da pensare che probabilmente il prof. C. Magistro non abbia avuto il tempo sufficiente per leggere il libro, altrimenti la sua prosa avrebbe di sicuro contenuto dei riferimenti al centro siderurgico di Mongiana in Calabria, chiuso dai piemontesi, o all’industria ferroviaria napoletana, unica in Italia in grado di produrre il ciclo completo dalla rotaia alla locomotiva, annientata nel sangue.
Per parte mia continuo a ritenere Terroni un libro da leggere!

Peppe Lomonaco
Citazione Peppe Lomonaco il 03 Novembre 2010 alle 21:11
Su consiglio di Peppe ho acquistato il libro. Sono, inoltre, l'autore del post pubblicato su Montescaglioso.net.
Sebbene stia ancora leggendo il libro posso tranquillamente asseverare che il Prof. Magistro si sia fatto un'idea del LAVORO di Pino Aprile esclusivamente sfogliando le prime 16/17 pagine da me allegate al post stesso. Un pò poco per un ricercatore storico quale è il professore.
Io credo, invece, che il libro vada assolutamente letto proprio per cercare, in esso, le risposte alle domande poste da Peppe nella sua presentazione.
Un saluto a tutti.
Citazione francesco simmarano il 03 Novembre 2010 alle 19:11
Abbiamo parlato di questo libro anche su montescaglioso.net.
Giusto per avere un punto di vista diverso.... il prof. Magistro, col quale molto spesso mi trovo d'accordo, ha sintetizzato alcuni aspetti per cui questa pubblicazione andrebbe invece completamente ignorata:
http://www.montescaglioso.net/node/10220#comment-15236

mi sembra che le sue ragioni non siano affatto trascurabili.
Citazione ciffo il 02 Novembre 2010 alle 18:11

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