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Redazione, 07 novembre 2010, ore 04:00

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Quello che state per leggere è volutamente fazioso, nato sull'onda emotiva e, come si usa dire adesso, senza contraddittorio. Non ci può essere infatti contraddittorio fra chi cerca di parlare di cultura e chi ha come obiettivo soltanto l’accumulo di denaro.

Nel film dei fratelli Taviani Good morning Babilonia, Andrea e Nicola, artigiani toscani emigrati in America, trovano lavoro presso gli studi cinematografici dove stanno girando il film Intolerance di D.W. Griffith. Alla richiesta di competenze nella costruzione e nella installazione di scenografie per il film, rispondono di essere in grado di farlo perché sono i figli dei figli di Michelangelo, di Leonardo da Vinci, di Galileo etc. E l’elenco, si comprenderà, potrebbe continuare all’infinito, tanti e tali sono stati i nostri padri in qualsiasi settore della cultura, dell’arte, del linguaggio, del sapere.

Gli antichi dicevano che siamo nani sulle spalle di giganti.
Tutta questa cultura oggi dove è finita? In mano a uomini e donne senza scrupoli, sfrenati nell’accrescere il loro già cospicuo patrimonio, intrallazzatori, magnacci, proprietari di appartamenti a loro insaputa, affossatori di qualsiasi riforma civile e progressista, così profondamente ignoranti da annientare ogni forma di sapere, da mettere in ginocchio i luoghi in cui i nostri figli imparano ad apprendere, a cominciare dalla scuola.

Già, i nostri figli! Che cosa lasciamo loro in eredità?
Un cumulo di immondizia e di macerie, un esempio di furbizie infantili, lelemora e fabriziocorona e grandifratelli e isoledeifamosi e minorenni pronte a prostituirsi.
Il crollo della cosiddetta casa dei gladiatori a Pompei è l'ultima immagine di una situazione ormai insostenibile. Stanno distruggendo la nostra storia, la nostra cultura, il nostro punto di partenza e di riferimento, la nostra àncora di salvezza. Cosa potevamo aspettarci da primitivi che non sanno articolare un discorso, che riescono solo ad emettere suoni gutturali identici e ripetitivi: bunga bunga? Diciamo basta! finché siamo in tempo.

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