Mauro Bubbico, 08 dicembre 2010, ore 13:00

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Fotoreportage di Massimo Falqui Massida, testimonianze raccolte da Valeria De Nicola.
Committente: Associazione antiracket Falcone Borsellino, Montescaglioso, Mt

Gennaio. La mafia non è solo un fenomeno criminale, se fosse solo un fenomeno criminale sarebbe facile sconfiggerla, la mafia è anche un fenomeno sociale, economico e culturale. Tano Grasso, ideatore delle associazioni Antiracket

Febbraio. Nel 1980 alla richiesta di un milione di lire mio marito rispose che non aveva soldi, così avvenne il primo furto, dopo un anno il secondo furto, poi il terzo, il quarto... otto furti per otto anni di seguito. Ma non ci furono solo furti, minacce di giorno e di notte ci tenevano sotto pressione. A quel punto non sapevamo più che fare: andare avanti? e come? chiudere? e perché? intanto, le nostre denunce non approdavano a nulla. Mai nessun carabiniere venne a chiedere che cosa stesse succedendo. Evidentemente serviva far credere a Roma che qui fosse tutto calmo, che qui fosse l'oasi della felicità. I nostri politici a Roma avevano deciso così. Maria Isernia Filograno, commerciante (Casarano, Le)

 

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Marzo. Il 24 gennaio 1994 qui era tutto sotto sopra, un cumulo di macerie, tutto spaccato, sacrifici di una vita distrutti in pochi attimi, quando vidi quel che era successo se mi avessero dato una coltellata non una goccia di sangue sarebbe uscita. Quella giornata fu la più grigia della mia vita, il giorno dopo partì la solidarietà, prima dei miei concittadini, poi dei miei colleghi da tutta Italia. Vincenzo Bracciale, artigiano (Montescaglioso, Mt)

Aprile. Una mia piccola vittoria è stata quella di aver preso nel mio negozio un ragazzo appartenente alla camorra: il padre ucciso e la madre non voleva far fare la stessa fine al figlio, per questo ho accettato questa sfida, ho preso questo ragazzo che era già stato in carcere per aver accoltellato un suo amico. Dopo tanti sacrifici ho capito che questo ragazzo poteva camminare da solo e ora vive in maniera onesta. Silvana Fucito, commerciante (San Giovanni a Teduccio, Napoli)

 

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Maggio. Il mio caso ancora non si è concluso, sono passati 14 anni e ancora il processo non è finito. Questo provoca un danno alla collettività in quanto il cittadino non vedendo giustizia fa un passo indietro, se non ci sono garanzie prima di fare una denuncia ci pensa due volte; questa è una carenza legislativa, non è responsabilità del cittadino. Domenico Cammisotto, commerciante (Taurianova, Rc)

Giugno. Non volevo e non voglio lasciare padroni ai miei figli e neanche ai figli degli altri, questo è stato l'impegno personale e l'impegno delle altre persone che hanno denunciato, perché la libertà è una cosa sacra. Rosario Domiano, albergatore (Capo D'Orlando, Me)

 

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Luglio. Il 22 gennaio del 1993, avevo 27 anni, la mafia l'avevo sempre vista in televisione ma quel giorno mi cambiò la vita. Trovammo mio padre 57 anni e i miei due fratelli di 26 e 19 anni morti sul posto di lavoro. Non perdonerò mai chi si è macchiato di quel delitto, dovrò chiudere gli occhi, andrò via con la disperazione ma non perdonerò mai nessuno, devono patire le stesse mie pene dell'inferno. Rita Spartà, dipendente Asl (Randazzo, Ca)

Agosto. Si deve andare avanti oppure smettere? «Vai a riposarti che qui ci pensiamo noi», mi sono sentito rispondere da mia figlia. Pino Maniaci, giornalista (Partinico, Pa)

 

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Settembre. Una sera verso le ventuno eravamo a cena proprio qui, squillò il telefono, andai a rispondere, era la Mafia. Andando in giro a chiedere chi fossero i miei estortori arrivai al punto di non capire più niente, chi mi stava di fronte era un amico o un nemico? Andai a parlare con il boss di Scordia e mi disse che per me erano stati fissati 20 milioni annui, io gli dissi: «20 milioni e cosa mi date in cambio?». «Tu paghi venti milioni e dormi tranquillo perché se ti rubano un camion noi te lo restituiamo, se ti danneggiano un albero sempre con noi se la devono vedere». In sostanza mi offrivano una assicurazione con rischio a copertura totale... la mafia è forte perché usa la paura. Mario Caniglia, agricoltore (Scordia, Ca)

Ottobre. Una parte dello Stato combatte la mafia, un'altra parte ci convive e un'altra ancora ci fa gli affari. La mafia non è solo un problema del Sud. La mafia si è infiltrata anche al Nord. Lo ha fatto attraverso le imprese, le imprese che influenzano le aggiudicazioni delle gare, che praticano prezzi stracciati perché non hanno personale assunto, sono quelle le imprese che fanno male all'economia sana. Saro Crocetta, Sindaco di Gela (CL)

 

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Novembre. Il 10 gennaio del 1991 Libero Grassi scrisse una lettera aperta al Giornale di Sicilia e questa lettera era rivolta al caro estortore, Libero Grassi disse che non avrebbe mai pagato il pizzo. Giuseppina Maisano Grassi, architetto (Palermo)

Dicembre. La mafia, come ha detto Giovanni Falcone, è un fenomeno umano e può finire, e finirà. Ma sono convinta anche che ci vuole pure la volontà ferma per farla finire e questa volontà ferma fino ad ora non c'è stata; se la mafia continua ad esistere è perché è mancata la volonta di eliminarla, soprattutto a livello politico. Rita Borsellino, farmacista (Palermo)

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