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Storie di confino. La ribellione di Nicola ![]() Nicola Di Pede, confinato, nella foto a corredo della scheda biografica. (Archivio di Stato di Matera) In tutte le epoche della storia vedo una folla di lavoratori che si affaticano lavorando con le proprie mani, creano strumenti, inventano tecniche empiriche ed infine procurano all'umanità le risorse che le permettono di vivere e di perpetuarsi. [...] Così non potrei dimenticare gli spiriti indipendenti che, rompendo col conformismo del mondo in cui vivevano, osarono criticarne i difetti e gli abusi; e meno ancora gli audaci che osarono denunciare l'autorità che i sovrani e le classi dominanti si arrogavano sul resto della nazione per sfruttarne il lavoro o che, all'occorrenza, affrontarono i pericoli con cui lo straniero e il tradimento minacciavano l'indipendenza della patria. [...] È stato detto che rimuovere il ricordo di un crimine vuol dire commetterlo di nuovo. Cosa si può dire di quei crimini del tutto ignorati da ogni pubblica rievocazione? Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookDa Albano di Lucania al fronte del porto ![]() Lavori alla metropolitana di New York, 1904. Il primo maggio 1903 circa 16mila italiani addetti agli scavi della metropolitana di New York si mettono in sciopero chiedendo la riduzione dell'orario a otto ore e due dollari al giorno di paga. Joseph Gallo, pionere dell’organizzazione del voto di scambio ![]() Providence (Rhode Island, Usa), 23 novembre 1912, esattamente un secolo fa. Una questione ricorrente nel dibattito sull’emigrazione fra fine Ottocento e primo Novecento riguardava l’opportunità che gli italiani prendessero la cittadinanza del paese d’accoglienza. Al riguardo va ricordato che, all’epoca, l’opinione di chi intendeva tutelare il buon nome dell’Italia impedendo o limitando il più possibile gli espatri era largamente prevalente. La folla delinquente. Appunti sui moti del 1898 ![]() Re Umberto I in una vignetta satirica tedesca dopo la repressione dei moti di Milano del 1898. Nel 1913, in occasione della campagna elettorale per le prime elezioni a suffragio universale, a Montescaglioso, in un componimento satirico del "partito di sotto" che sostiene la candidatura a deputato di Nicola De Ruggieri contro Francesco D'Alessio – l'ambiziosissimo astro nascente della politica lucana che non potendo ancora, per la giovane età, presentarsi personalmente agli elettori ha pensato bene di mandare in parlamento, a tenergli il posto, il vecchio agrario bernaldese Gaetano Guida – il fatto sarà rievocato così: ... nun t'arrucuord' u' fatt' d' u nuvantott' ...non ti ricordi cosa accadde nel '98, Cosa era accaduto a Montescaglioso nel 1898, di così grave da poter esser confrontato alla repressione dei moti del 1848 in Italia e in tutta Europa? Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookGli invisibili ![]() Luba Lukova, 1995. C'è un esercito immenso di fantasmi che ogni anno attraversa il Messico dal Guatemala, dall'Honduras, Salvador, Nicaragua. Obiettivo: i parenti che vivono e lavorano in Messico o negli Stati Uniti. Fantasmi: famiglie intere, giovani appena sposati, bambini, anziani. Tutti senza nome, senza identità. La bicicletta dell'anarchico ![]() Umberto I, re d'Italia; Marie-Francois Carnot, presidente francese; l'imperatrice Elisabetta (Sissi) di Baviera; Antonio Cànovas del Castillo, capo del governo spagnolo. I guai a Giuseppe arrivano dall’America. Aliano fra letteratura e storia ![]() Edizione NUE Nuova Universale Einaudi, 1974. Collana progettata da Bruno Munari. Giunto come una divinità in incognito all’isola fra i burroni chiamata Aliano, Carlo Levi, il medico e pittore che nel 1935 il regime aveva condannato a tre anni di confino in Lucania per attività antifascista, attribuirà alle sue “terre nascoste” il merito d’averlo fatto umano.1 Com'è difficile descrivere un paesaggio ![]() Viktor Borisovič Šklovskij (San Pietroburgo, 1893 – Mosca, 1984) Sono stato in Italia tre volte e non mi decido a scriverne. Ne è stato scritto troppo e bene. Sulle tracce di Scotellaro ![]() Carlo Levi, Contadine rivoluzionarie, 1951 A ragione L’uva puttanella di Rocco Scotellaro è stato definito nella prefazione fatta all’edizione del 1963 da Carlo Levi, che – si ricorderà – dell’opera del giovane sindaco di Tricarico era stato uno strenuo sostenitore, “una storia generale poetica del Mezzogiorno”. O, anche in riferimento al suo carattere di piana narrazione della situazione del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra, “un memoriale, un memoriale dei nostri paesi". Fra le pagine che più vividamente danno testimonianza della partecipazione dell’autore alle vicende narrate, ci sono quelle riguardanti il suicidio di Pasquale, un anziano pirotecnico ridotto alla disperazione.1 A portarlo a un così estremo gesto aveva concorso la burocratica cecità della legge (gli erano stati sequestrati i materiali perché non aveva rinnovato la licenza), l’egoismo del contadino che aveva comprato la sua casetta e sfrattato e – scriverà Levi nella prefazione – “la vanità del potere, che non è un vero potere, e non può agire, e si corrompe in se stesso, e permette al vecchio fuochista di uccidersi”.2 Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookQualcosa di sinistra ![]() Ho appena finito di trascrivere, a futura memoria, alcuni estratti di un intenso intervento conclusivo di Enrico Berlinguer al Convegno degli intellettuali, svoltosi a Roma al teatro Eliseo nei giorni 14 e 15 gennaio 1977, sul tema "L'intervento della cultura per un progetto di rinnovamento della società italiana", e pubblicato nello stesso anno da Editori Riuniti nella collana Il Punto con il titolo "Austerità: occasione per trasformare l'Italia". 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