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Da Capo del Piano alla fabbrica ![]() Federico Patellani, Milano, 1945. Marzio Pieri, uno dei più grandi critici letterari viventi, ha così scritto di Peppe Lomonaco: La strada verso l'aero/porto ![]() Domenico Soriero, La strada verso il porto, ed. AltroMondo, 2011. Frammenti della copertina. Mi è capitato fra le mani, in maniera quasi rocambolesca, un libricino con una curiosa copertina dai colori cupi e scuri (quelli che utilizzavano gli artisti pre-romantici che avevano abbracciato la poetica del "sublime"). Aspettavo pazientemente, seduto nella sala d'attesa dell'aeroporto di Bari, l'arrivo dell'aereo che riportava a casa mia figlia per le vacanze natalizie, quando una sconosciuta ma affascinante signora lasciò repentinamente il suo posto per scomparire fra la moltitudine di persone che stava guadagnando l'uscita. La fretta le fece cadere di mano un piccolo libro che precipitò fino a fermarsi davanti ai miei occhi. Lo raccolsi e cercai di raggiungere l'attraente signora, che, nel frattempo, si era dileguata. Iniziai a girare e rigirare il libricino fra le mani e non mi decidevo ad aprirlo. Qualcosa mi impediva di sfogliarlo e non capivo cosa finché, all'improvviso, quasi come in un sogno, l'immagine di copertina iniziò a colorarsi con i colori del dipinto "Città che sale" (del futurista Umberto Boccioni) fino a trasformarsi nelle ardite e fantastiche prospettive dell'architetto futurista Antonio Sant'Elia. L'immagine visionaria delle architetture di Sant'Elia mi riportò alla realtà e, tornato diligentemente al mio posto, iniziai, finalmente, a sfogliare le pagine, sempre diligentemente, una dopo l'altra ma senza trovare il coraggio di incollare gli occhi sulle parole per iniziare a leggerle. La mente era troppo occupata all'immagine di copertina, era come se fossi finito in un sogno senza aver chiuso gli occhi, senza che mi fossi addormentato. Commenti (29) | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookBellissimo. Come ci vedono gli americani ![]() Louise Fili e Lise Apatoff, Italianissimo, the quintessential guide to what italians do best, Little Bookroom, 2008. Italianissimo è un libro di notizie e consigli utili al turista reale o immaginario per conoscere la cultura, le tradizioni, le virtù e gli stereotipi italiani (a cominciare dal rimando di copertina, il cappuccino), ricco di schemi, illustrazioni e fotografie d'epoca. È edito da Little Bookroom; il design è curato da Jessica Hirsche. Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookÈ stata una lunga giornata ![]() L'operaio Emilio Castelluccio al tornio, 1969. Mentre camminavamo a passo lento, Annina mi ha stretto il braccio con la mano libera, nell'altra teneva il bouquet di fiori bianchi. Insisteva a stringermi il braccio. Per un po' ho pensato al male in agguato: mi sono venuti i brividi. Ma lei ha avvicinato il viso sulla mia giacca come per nascondersi. È stato a quel punto che ho percepito il suo pianto trattenuto. Le ho detto di smettere, ché avrebbe potuto piangere comodamente quando saremmo rientrati a casa. Ha smesso quando ci è riuscita, e mi ha sussurrato che lei non piange per scelta, ma quando le viene. Una storia raccontata in un romanzo è o può essere anche una pagina di storia senza iscriversi al genere del romanzo storico? A leggere l'opera di Peppe Lomonaco la risposta è certamente affermativa. L'editoria italiana ha nascosto le idee liberali ![]() 1.2.3. I Delfini Bompiani (Uff. Graf. Int.); 4.5. I Delfini Bompiani (Aurelia Raffo); 6. I Delfini Bompiani, versione attuale (Studio Arcoquattro); 7. Armando Armando Ed. (Sergio Vezzali); 8. Armando Ed. versione attuale (Giuseppe Rampazzo); 9. Editori Riuniti (Giuseppe Montanucci); 10. Editori Riuniti, versione attuale (Uff. Graf. Int.); 11. Valentino Bompiani (Uff. Graf. Int.); 12. Arnoldo Mondadori (Uff. Graf. Int.); 13. Arnoldo Mondadori, versione attuale (Bob Noorda); 14. Giangiacomo Feltrinelli Ed. (Albe Steiner); 15. Feltrinelli, versione attuale (Bob Noorda); 16. Biblioteca Universale Rizzoli (John Alcorn). Disegnare il libro. Grafica editoriale in Italia dal 1945 ad oggi, Grafis Edizioni, 1989. La crisi culturale, economica, morale che investe il nostro paese ha delle cause ben precise: una società fondata sul privilegio e non sul merito, sul corporativismo stratificato degli interessi e non sulla competizione, sull'ideologia che per anni ha portato a ritenere che il mercato fosse un male e che l'intervento della politica nell'economia fosse la strada per correggere le iniquità e fondare una società più giusta, che la libera impresa fosse un'entità da imbrigliare e tenere sotto controllo piuttosto che un potente fattore di innovazione e di energia positiva, che lo Stato dovesse diventare sempre più grande e che le politiche di debito pubblico avrebbero garantito un benessere diffuso. Sappiamo tutti quanto queste ricette abbiano fallito e come oggi di tutto questo paghiamo le conseguenze. Lo stesso Mamet, riferendosi alla situazione del suo Paese, ne è ben consapevole. Ma lo scarso appeal che parole e concetti come merito, competizione, società aperta hanno avuto nella scuola e nella società italiane è ben più clamoroso ed è il riflesso di un'egemonia culturale che è passata anche attraverso l'editoria libraria, dove per decenni si è vissuto un vero e proprio ostracismo nei confronti di autori e teorie non ritenuti politicamente corretti. Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookFederico Scialpi, il sogno e la ricerca ![]() Paul Klee, Così un sogno, disegno 1930. Tratto da Maurice Henry, Antologia grafica del surrealismo, Mazzotta editore
Fra i generi letterari quello poetico è il più indicato a sollecitare nel lettore, in maniera soggettiva, quelle sfere dell'emotività che, partendo dall'anima, arrivano direttamente al cuore. La poesia spinge la fantasia alla ricerca di sensazioni indescrivibili non perché ricca di stucchevoli sentimentalismi quanto, piuttosto, perché le parole danzando leggere, una dopo l'altra, e, disponendosi ordinatamente al proprio posto come in uno schema geometrico compositivo di Paul Klee, trasmettono al lettore una infinità di sensazioni che toccano tutte le sfere sensoriali. Commenti (2) | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookW la squola pubblica ![]()
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Dalla Costituzione della Repubblica Italiana
Terroni ![]() Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero “meridionali” Piemme, pagg. 306 - € 17,50 Di cosa si parla quando si parla del Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia? E l’Italia è una nazione unita? O è un paese irrimediabilmente in frantumi? Che speranza c’è di vedere una nazione solidale tra tutte le sue componenti? O bisogna rassegnarsi ai politici con la faccia dei Calderoli, dei Tremonti, dei Bossi, dei Brunetta e dei Bondi; o di quelli dalla faccia rifatta? Commenti (6) | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su FacebookAppunti notturnali in questa piazza fantastica su una ennesima pubblicazione 'da premio' in cui si ritrova, però, un narratore di vena vera, Peppe Lomonaco, autore di una assai sfiziosa storia su un passaggio a Matera del re Vittorio Emanuele III, 'cagoja' o 'sciaboletta', che accende un link con la visita del medesimo sovrano al futuro duce in ospedale nel recente film "Vincere" di Marco Bellocchio. Quando Mussolini fu ferito sul Carso (ma non abbastanza)
Nulla di nuovo nello scatolone in cui mi assento, nella piazza che esiste solo nei miei incubi o nelle mie truccherìe. Che io abbia intravisto o sognato una sfilatoia di formicole rosse non può interessare di meno a nessuno. Nemmeno a me, che però vorrei farmi agosismico dei sommovimenti che arrivo a percepire; caduta di qualche foglia, superstite come un reduce, dai platani della piazza; fra miliardi di foglie che cadono, proprio in questo momento, nel tempo che ci vuole a tastierare una sola parola, nel cielo o sulla terra, nell'universo pensabile. Aggiungi commento | Stampa | Invia per e-mail | Condividi su Facebook |
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